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Cividate Camuno: Il passato utilizzato nel presente
 
25040   Cividate Camuno
 

Panorama con vista sull'anfiteatro

 
Museo Sito archeologico Chiesa o luogo sacro

 
A piedi

 
Paesaggistico Floristico - vegetazionale Storico

 

Il museo d’archeologia romana di Cividate Camuno offre uno spaccato interessante del modo di vivere e della cultura dei Romani che conquistarono la Valle nel 16 a.C. e la romanizzarono, in modo lento e graduale, fra la fine del I secolo e tutto il successivo. Nel museo, ben curato, trovi piccoli vasi di vetro, fibule di bronzo, anelli, lucerne, una piccola tomba di pietra ad incinerazione con tutto il suo corredo funerario, pavimenti a mosaico colorato, un giovane Bacco di marmo appoggiato ad un tralcio di vite, molte pietre tombali con iscrizioni latine, la bellissima statua di Minerva, ritrovata alcuni anni fa in quello che doveva essere un tempio a lei consacrato nei pressi di Breno. Cividate, Civitas Camunnorum per i Romani, fu sicuramente il centro politico, amministrativo e commerciale della valle e città importante, come testimoniano le indagini archeologiche, che hanno messo in luce il complesso monumentale dell’anfiteatro e del teatro, riferibili al I secolo d.C. Ben visibile è il perimetro dell’anfiteatro, con i quattro ingressi che davano accesso all’arena e con gli edifici esterni ad esso connessi. I lavori prevedono, oltre all’attività di scavo, anche il restauro e la valorizzazione dell’area per la creazione di un parco archeologico la cui apertura è prevista nel 2002. Una buona visione del complesso, anche se gli scavi non sono ancora visitabili, si può avere da Via Palazzo, lungo la quale rimangono le fondamenta di una piccola Domus Romana composta di due ambienti quadrangolari, addossati alla parete rocciosa della chiesa di S. Stefano.


Il sito su cui sorge la pieve costituisce uno dei più importanti esempi di stratificazione archeologica di tutta la Valle: una campagna di scavo, eseguita alla fine degli anni ‘60, ha messo in evidenza come questo luogo sia stato frequentato con continuità fin dalla preistoria, a partire dall’età del bronzo. La chiesa sembra avere origini carolinge: l’attuale costruzione risale al ‘700, ma mostra con evidenza segni d’epoca romanica e cinquecentesca. Una bella scala di granito, a tre rampe, conduce alla pieve: un sagrato verde, un campanile settecentesco, slanciato e raffinato, con una bella guglia a doppia cipolla, un’abside romanica, all’interno un Santo Stefano quattrocentesco, un originale mobile da sagrestia. Dall’alto vedi il paese di tegole rose, la torre medioevale con merli ghibellini, le colline ed i monti tutt’attorno.


Ora si può salire lungo la stretta via che porta al colle del Barberino ed ha caldi ed originali portali nelle vecchie case signorili, con giardini fioriti. Il parco del Barberino, che ha comunque altri vari e comodi accessi, è stato creato per mettere in risalto le bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, che ne viene valorizzato a pieno. Ha discrete dimensioni, é facile da percorrere, è ricco di vegetazione: roveri, carpini, ornelli, noccioli, pini, un profumatissimo sottobosco. Panche, tavoli e fontane un po’ ovunque servono a rendere più piacevoli e comode le passeggiate, a godere ed utilizzare le strutture ricreative, quali il “percorso vita” e gli itinerari didattici.
Ampio il panorama dall’alto: i monti intorno rivelano il gusto raffinato degli antichi Romani nello scegliere un posto tanto godibile da un punto di vista ambientale quanto a loro utile perché facente capo a tre importanti vie di comunicazione.
Vi consiglio una passeggiata per le vie del centro storico che ha strutture medioevali e bei portali rinascimentali: permettetevi una piccola sosta nella piazzetta interna del Comune, che merita davvero d’essere ammirata.






Note:
il Parco del Barberino, istituito dal comune nel 1986, geograficamente si colloca in una posizione particolare: infatti l’altitudine varia dai 250 ai 400 m s.l.m.;
Il parco archeologico si trova ai piedi del monte Barberino e attualmente sono visibili circa un terzo del teatro e tutto l’anfiteatro con i suoi edifici annessi. Il parco è aperto al pubblico dall’aprile 2003.

Da vedere:
la chiesetta di S. Stefano, il museo d’archeologia romana, il parco archeologico e il parco del Barberino

Periodo storico:
l’attuale costruzione della chiesetta risale al ’700 anche se da diversi scavi sono emersi resti protocristiani, protoromani e preistorici.


Bibliografia
“…Ti racconto un itinerario singolare” Consorzio delle Pro Loco camuno-sebine



 



 
 
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