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Bienno: Arte, lavoro, tradizione
 
25040   Bienno
 

Cristo Re

 
Museo Chiesa o luogo sacro Borgo o centro storico

 
A piedi In bicicletta

 
Paesaggistico Floristico - vegetazionale Etnografico

 

Antiche case con doppi loggiati ad arco, sottili colonne di pietra grigia; portali di granito e pietra simona con stemmi e datazioni medioevali; affreschi a muro un pò scoloriti; palazzi severi che sono appartenuti a nobili famiglie valligiane; resti di torri con muratura di blocchi irregolari; il ritmo cadenzato del maglio che batte; la grande ruota che offre le sue pale al flusso dell’acqua, regolato dal piede del “Maihster”, dal volto affaticato e rugoso; le vecchie condotte di legno, sostenute da pali corrosi, coperte di muschi, gocciolanti dell’acqua che gioca tra le loro assi ormai sconnesse; i cortili interni di selciato, gioiosi di fiori e di bambini; le costruzioni che lo circondano, l’originale San Peder such, l’Eremo dei Santi Pietro e Paolo, quasi totalmente ricostruito, il bel complesso della chiesa della Maddalena, la stanza di Santa Marta, il Cristo Re; dentro il paese la quattrocentesca Santa Maria, la raffinata parrocchiale, in posizione panoramica, affrescata per intero dal Fiamminghino; gli abitanti attivi, istruiti, simpatici, con quel loro dialetto strascicato, unico in tutta la Valle. Tutto questo e ben altro è Bienno per me e potrà diventarlo per voi quando lo visiterete, magari accompagnati dalle brave guide della Pro Loco.
Su Bienno, la sua arte, la secolare tradizione della “ferrarezza”, mantenuta in vita nelle sue fucine, molto è stato scritto e da persone importanti. Provate ad accostarvi ad esso con interesse artistico e storico sì, ma soprattutto con amore e curiosità. Ve lo potrete godere questo paese d’antica origine romana, ma di chiara impronta medioevale nel centro storico, che vi conquista subito con il fascino dei suoi blocchi di pietra, gli archi in granito, gli androni un po’ bui, sotto i quali intravedi vecchie scale, volte a crociera e strane maschere scolpite nel granito.



Senz’altro è da vedere la chiesa di Santa Maria, così povera di luce, come tutte le pievi quattrocentesche, ma così ricca di pregevoli affreschi della scuola di Giovanni Pietro da Cemmo e del Romanino. Gli affreschi del Da Cemmo hanno colori suggestivi, densi e forti di chiari e scuri, nettamente scanditi, quelli del Romanino, che si trovano nel presbiterio, datati 1539-1540, sono molto rovinati, ma rivelano la sua grande maestria, meno drammatici di quelli di Breno e Pisogne. Le composizioni che parlano della Presentazione al tempio, dello Sposalizio della Vergine e di una probabile Natività del Battista, sono scandite da un ritmo più lento, quasi fantastico, con un’interpretazione psicologica dei personaggi, con luminosità di colori, limpidezza e lirismo. L’architettura generale della chiesa offre un bell’esempio di transizione, che segna il passaggio dallo stile gotico a quello del rinascimento, molto in uso nel periodo tra il XIV ed il XV secolo. (Canevali)


Ho notato molte case ristrutturate con gusto e con notevole rispetto per le loro caratteristiche storiche. Una vecchia fucina è diventata museo, con maglio funzionante, con i prototipi degli attrezzi, le strutture per la rifinitura dei pezzi lavorati e tutti gli strumenti in uso almeno dalla metà del XV secolo.
Interessanti la bella sala delle conferenze in biblioteca ed un caratteristico mulino ancora funzionante.
Che dire ancora di questo paese tanto orgoglioso della sua storia e delle sue tradizioni? Ogni anno alla fine d’agosto organizza un’interessante mostra mercato che attira migliaia di visitatori, alla quale siete tutti calorosamente invitati.






Note:
ogni anno alla fine d’agosto viene organizzata una mostra mercato in cui è possibile visitare la fucina e il centro storico.

Da vedere:
all’interno della chiesa gli affreschi della scuola di G. Pietro da Cemmo e del Romanino e il museo-fucina.

Periodo storico:
la Chiesa di S. Maria è del ’400.


Bibliografia
“…Ti racconto un itinerario singolare…” Consorzio delle Pro Loco camune-sebine



 
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