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Losine: sparita la chiave del castello antico
 
25040   Losine
 

La Concarena vista da Losine

 
Chiesa o luogo sacro

 
A piedi

 

Un albero di ulivo ed un muretto di pietre ornano il piccolo sagrato di S. Maria in Castello, alto sulla Valle, di fronte al pizzo Badile. Già nel secolo XII la chiesina doveva essere lì, semplice e lineare, a dominare le case di Losine medioevale. Rimane di essa una piccola abside rotonda con leggere lesene e finestrelle strombate ed il muro di facciata, inglobato nella parete occidentale, entrambi romanici, severi e puri nel verde del bosco circostante. Dal sec. XVI la chiesa fu allungata e più volte rimaneggiata, forse a causa di un incendio che colpì anche il vicino castello: oggi l’abside di granito sembra messa lì per scherzo, vicino ad una porta architravata di pietra di Sarnico, con una lunetta superiore che racchiude un affresco molto semplice ed ormai quasi illeggibile. Sotto senti scorrere un torrente, quello certo che, in piena, distrusse la parte di collina prospiciente alla chiesa antica. La località si chiama Castello: pare, infatti, certa l’esistenza di un castelliere antico, di proprietà dei nobili Griffi, perché citato in documenti a partire dal 1182. Nei primi decenni del nostro secolo all’interno della chiesa, a destra della porta maggiore, si trovava murato un occhiello in ferro (Canevali) da cui pendeva una grossa chiave, che la leggenda vuole essere stata del castello antico. La chiave è sparita. Forse ha fatto la stessa fine del paliotto dell’altare con relativa ancona in legno, ornata da statuette e bei rami di fiori, del sec. XVII, venduti da uno sprovveduto parroco di campagna. Essi ornavano l’allora parrocchiale di S. Maurizio, bella costruzione cinque - seicentesca, pura nelle linee architettoniche, ora adibita ad oratorio.
L’interno di Santa Maria si può visitare chiedendo la chiave ad una signora che abita appena prima della salita acciottolata che porta alla chiesetta. Potrete veder la bella soasa lignea dell’altar maggiore, una cancellata in ferro battuto, un affresco quattrocentesco raffigurante il Salvatore. Se salite fin quassù potrete fermarvi a fare una merenda al sacco: i vostri bambini potranno giocare a piacere e voi potrete ammirare un bel panorama in un luogo tranquillo che suscita ricordi e sogni nel tempo e nello spazio.



Il paese non ha quasi più nulla d’antico: c’è qualche resto del borgo medioevale, ma mal conservato o riadattato modernamente con poco gusto. Rimangono le tre antiche case dei nobili Griffi, rimaneggiate nei secoli, con bei portali in pietra, resti d’affreschi, finestre ovali nei solai, balconi sostenuti da grosse mensole in granito.
Ho avuto la fortuna di visitarne una: c’erano grandi camini in ogni stanza con lo stemma nobiliare, quadri seicenteschi con belle cornici lavorate, affreschi, mobili antichi, profonde cantine, pozzi misteriosi.



Il ritrovamento di tre lapidi romane nelle vicinanze dalla parrocchiale, con nomi di importanti personaggi, edili e decurioni, classi di alti funzionari, forse imparentati con famiglie del luogo, fanno pensare ad una probabile zona residenziale romana in zona opposta al nucleo delle abitazioni medioevali.





Da vedere:
l'abside romanica, il campanile a vela, l'affresco del Pantocrator nella chiesa di Santa Maria del Castello

Periodo storico:
la chiesa di Santa Maria del Castello è del XII Secolo d.C.; la parrocchiale vecchia di San Maurizio fu ampliata nel XVIII secolo su una precedente chiesetta del XII secolo; la parrocchiale nuova del Sacro Cuore fu ultimata nel 1884.


Bibliografia
"... Ti racconto un itinerario singolare" Consorzio delle Pro Loco camuno-sebine


 
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