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Ponte di Legno: tra ricordo e realtà
 
25056   Ponte di Legno
 

Località Valbione

Case di Viso

 
Chiesa o luogo sacro Borgo o centro storico

 
A piedi In bicicletta In auto

 
Paesaggistico Floristico - vegetazionale Architettura rurale

 

Mi sembra inutile ricordare l’importanza turistica di Ponte di Legno, quanto è stato fatto in questa direzione negli anni, quante e considerevoli siano le iniziative culturali durante la stagione estiva e natalizia. Le montagne intorno, in particolare il gruppo del Castellaccio e del Salimmo, chiudono la conca verde in uno scenario incantato di rocce scoscese, di dolci pendii e di vallette profonde.
Ho passato a Ponte tutte le estati e le feste invernali della mia infanzia e della mia adolescenza, quindi intenso è il ricordo dei giochi nei prati dietro il cimitero, di esperienze vissute in riva al fiume, che allora aveva boschi di noccioli e cespugli di lamponi, di lunghe passeggiate, di funghi, di vecchi personaggi caratteristici, che ormai non esistono più, di una meravigliosa Maria Bambina ingioiellata in una nicchia appena entrati nella parrocchiale della SS. Trinità. Allora, come oggi, ero molto attratta dal paliotto dell’altare maggiore, attribuito allo Zotti: la ricca tenda di Abramo, dalla quale spia una curiosa Sara, gli angeli che si rivolgono al patriarca promettendogli un figlio, lo sfondo bucolico di pastori e pecorelle, ricco di querce e di abeti, il profilo di una lontana città coloravano la mia immaginazione e mi incantavano. G. Vezzoli, grande esperto di sculture lignee, afferma che: “Pochi complessi nella Valle possono competere con questo altare, che rappresenta l’evolversi ed il maturare della scultura lignea della Valcamonica, con opere di significato così pieno.” La chiesa è nel suo insieme di una raffinatezza squisita e merita di essere visitata nella sua interezza.



Nei dintorni di Ponte di Legno, dopo circa tre chilometri lungo la strada che porta al Gavia, c’è una chiesa di bambole. Lasciata la macchina al Ponte dei Buoi si sale a destra per una stradina lungo la quale sono state costruite ville moderne. Dietro il muro a secco, sulla sinistra, già vedi spuntare un minuscolo campanile, un’abside romanica piccolissima, un tetto a capanna coperto di grigi blocchi di ardesia, scaie o piode, come le chiamano in valle. Sali ancora, per poco, passi tra alti larici, calpestando un prato soffice di aghi profumati ed ecco, tra rami verdi di latifoglie, circondata da un delicato muretto, la chiesetta di S. Apollonio, un santo vescovo bresciano. La struttura architettonica della chiesa è chiaramente romanica (sec XI - XII), di quel romanico camuno che è tanto bello perché tanto semplice e severo. Eppure questa chiesina, chiusa in se stessa, non é tetra, é squillante e gioiosa come una corsa di bimbi. Il campanile, che si può abbracciare tanto è piccolo, ha un tetto a piramide con pareti così ripide che non riesci a capire come le piode possano restarvi inchiodate. I muri, restaurati, sono di sassi di fiume, molto irregolari, soprattutto nella parte più alta, che sembra stata aggiunta in un secondo tempo. Sul lato destro ci sono una porta ed una finestra circondate di raffinato marmo bianco, aperte nel tempo per dare luce all’interno, che ha due belle monofore nell’abside. L’interno ha grossi pietroni sul pavimento, una rozza acquasantiera di granito, qualche resto di affresco nell’abside: si notano il solito piedone del Cristo Benedicente di stampo gotico, i simboli zoomorfi degli Evangelisti, alcune scritture di tipo onciale in uso dal sec IV al VIII in tutta l’Europa occidentale.


Se vi rimane del tempo potete salire a vedere le vecchie case di Pezzo, alcune intatte ed originali, altre restaurate, ad ammirare le porte incise in legno della chiesa parrocchiale, il coro, una dorata Maria Bambina ed un piccolo Bambin di Praga, in due teche ai lati del presbiterio, senza valore artistico, ma con magia di ricordi.





Note:
particolarmente caratteristico l'abitato di Pezzo.

Ponte di Legno è un ottimo punto di partenza per passeggiate ed itinerari di ogni genere e difficoltà

Da vedere:
l'altare maggiore della SS. Trinità e la piccola chiesa di S. Apollonio.


Bibliografia
"... Ti racconto un itinerario singolare" Consorzio delle Pro Loco camuno-sebine


 
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