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Sonico: tra storia e preistoria
 
25050   Sonico
 

Santuario della Madonna della Pradella

 
Arte rupestre Chiesa o luogo sacro Borgo o centro storico

 
In bicicletta In auto

 
Storico Etnografico

 

Nell’alto medioevo a Sonico erano signori i nobili Federici: a testimonianza di ciò rimangono nel paese bei portali di granito, una grande torre e costruzioni in pietra bugnata, nella chiesa parrocchiale una raffinatissima tomba in marmo azzurrino con lo stemma gentilizio ed il ritratto dei committenti di tale famiglia in una bella pala raffigurante la Madonna del Rosario, circondata dai suoi Misteri. Il paliotto dell’altare maggiore era uno dei tanti gioielli che ci hanno lasciato gli artisti del legno del XVII e XVIII secolo. Purtroppo è stato recentemente derubato dei dodici apostoli e degli angioletti sparsi e sospesi un pò ovunque. Per fortuna è rimasto nel centro il Martirio di S. Lorenzo, che necessita di un pronto restauro, ma che ancora mostra tutta la sua bellezza. Il Picini, che l’ha scolpito, ha creato un forte contrasto tra l’espressione di classica serenità del santo e la carica di odio dei brutti ceffi tutt’intorno. “In una delle famose cappelle di Cerveno si trova quasi identica la faccia del ragazzo che maneggia il bastone a sinistra della graticola” (Vezzoli). Il Martirio è ora protetto da un vetro, ma se avete con voi una grossa pila o se vi fate aiutare dal parroco, potrete osservarlo attentamente e goderne a pieno.
Sorprende piacevolmente anche il campanilino quattrocentesco del Santuario della Madonna della Pradella ed il suono della sua campana, la più antica della Valle, fusa con gli argenti offerti da Omobono Federici.



Vicino al paese, in un bosco di castagni, ci sono numerose rocce incise dagli antichi camuni. I nomi delle rocce indicano la magica sorpresa di chi per primo le scoprì: Corno delle Fate, Dos delle Strie, Al del Roc. Le incisioni sono di epoca tardo neolitica, dell’età del rame e anche di epoca cristiana: vi sono molte coppelle, figure idoliformi, dischi solari raggiati, simboli medioevali e cristiani.


Potete continuare il vostro itinerario salendo a Garda. La rupe sulla quale sorge la chiesa di S. Lorenzo deve essere stata, fin da tempi remoti, un osservatorio che teneva sotto controllo le primitive vie d’accesso a Edolo: infatti, Garda significa in antico germanico recinto militare di osservazione. La tradizione militare parla di un castello che sorgeva sul luogo dove poi fu fondata la chiesa: innegabilmente i muraglioni dell’antica canonica fanno pensare ad un fortilizio (da studi di don Lino Ertani).
Attraversando un portale dall’aspetto antico e romantico si arriva al sagrato della chiesa, circondato da un muretto di granito: da qui la vista è splendida. La chiesa primitiva doveva essere in stile romanico longobardo a giudicare dalla muraglia laterale, costruita in pietra regolarmente squadrate ed allineate e rimangono tracce di romanico anche nella parte inferiore della facciata, dopo i vari rifacimenti ed ampliamenti dei secoli successivi. Internamente sono belle l’antica pavimentazione in grossi blocchi di arenaria e la soasa dorata opera del XVIII secolo.
Da Garda scendendo per l’antica strada arrivi a Rino, dove ho potuto osservare antiche costruzioni: resti di una torre con datazione intorno all’anno mille, portali, piccole finestre quadrate circondate di granito, archetti e colonnine e resti di affreschi ormai rovinatissimi sui muri delle case, circondati da delicati cornici di legno. Ho sperato che qualcuno li recuperasse.






Da vedere:
le rocce incise, la chiesa di S. Lorenzo e il campanile quattrocentesco del Santuario della Madonna della Pradella

Periodo storico:
le incisioni sono di epoca tardo neolitica, dell’età del rame e anche di epoca cristiana


Bibliografia
"... Ti racconto un itinerario singolare" Consorzio delle Pro Loco camuno-sebine


 
COME ARRIVARE


 
 
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